A Parma le statue parlano!

In questo momento, che ci vede nuovamente in lockdown, mi piace tornare con il pensiero alla vacanza che ho fatto quest’estate e che mi ha portato in giro per l’Italia. Ti avevo già raccontato della mia esperienza al Piccolo museo del diario, che non mi stancherò mai di definire meravigliosa.

Oggi andiamo a Parma, ma prima di arrivarci la prendo un po’ larga e faccio un salto a Broadway, nello specifico nel musical di Mary Poppins.

Da Broadway a Parma

Quando Jane e Michael a passeggio con Mary incontrano Bert, iniziano a fantasticare sulla possibilità di entrare in uno dei disegni realizzati da quest’ultimo, per fare così una gita alternativa nel parco.

Nella versione cinematografica i quattro saltano dentro al disegno grazie all’aiuto magico di Mary Poppins e la gita, se ricordi, coincide con la scena dei pinguini e la corsa dei cavalli.

Nel musical, dove la struttura narrativa cambia in parte, incontriamo una statua del parco: lui è Neleus, che diventa umano, ci racconta la sua storia, scende dal piedistallo e balla.

Certe cose accadono solo nelle storie di fantasia? Forse! A me è successa una cosa simile quest’estate a Parma, ti dicevo poco più su, quando per caso davanti al palazzo della Pilotta mi sono imbattuta nella statua raffigurante un partigiano.

Davanti a questa statua, una colonnina bordeaux mi invitava con un QR code a sentire la telefonata da parte del partigiano. Una telefonata da una statua?

Spinta dalla curiosità l’ho chiamata e ho conosciuto la sua storia. Volevo saperne di più! Non ho aspettato molto e, appena ci siamo fermati a pranzo, sono andata su internet per cercare qualcosa di più su questa bella iniziativa chiamata Talking Teens. Era molto curiosa, tanto che, non avendo stabilito a priori delle tappe per la visita, abbiamo pensato di sfruttare Talking Teens per fare un tour completo della città di Parma, parchi inclusi.

Tornata a casa, dopo la vacanza, ho cercato di saperne di più su questo progetto e mi sono messa in contatto con l’ideatrice, la dottoressa Paola Greci.

Tutto ha avuto inizio…da una tesi di laurea!

Talking Teens è nato grazie a un’idea della dottoressa Greci, dopo la sua tesi di laurea incentrata sulle statue del periodo post Unità d’Italia – Prima guerra mondiale.

Unendo questa sua passione all’amore per la città di Parma, e tenendo ben presente la convenzione di Faro che ricorda che il patrimonio culturale è eredità di tutti, ha voluto realizzare questo progetto.

Tutto è cominciato con un crowdfunding, per trovare i finanziamenti, e un passaparola, per coinvolgere le aziende della città. A questo link trovi un video di presentazione dell’iniziativa.

Se ti stai chiedendo se il progetto rientra in “Parma Capitale della Cultura”, la risposta è “nì”, nel senso che è cominciato prima ancora che la città fosse scelta. Come progetto è stato poi presentato anche all’interno dei bandi proposti per Parma 2020.

Una rete solidale

Prima di tutto, a crederci sono state le aziende del territorio e la giunta comunale, che in città di medie dimensioni come Parma è più semplice da coinvolgere in progetti di questo tipo.

Il crowdfunding poi, attivato grazie a una piattaforma realizzata dalla Regione Emilia-Romagna, ha permesso di raccogliere donazioni anche da persone private che hanno creduto nel progetto.

Si è creata così una rete solidale composta da più di 100 donatori, che hanno aiutato a trovare i finanziamenti per cominciare a far parlare le statue. Oltre a questo, i fondi sono stati reperiti tramite partecipazioni a bandi.

Da fundraiser mi permetto una parentesi: quando ho sentito la dottoressa Greci che raccontava questa iniziativa, si sentiva dalle sue parole l’impegno e la fatica fatta, ma allo stesso tempo percepivo la soddisfazione nel poter dire: “ci siamo riusciti! Un sogno è diventato realtà!”.

Mi sono emozionata anche io, perché so cosa significa chiedere soldi ogni giorno. So quanto è frustrante non ricevere risposte, so quanto è deludente ricevere dei no, ma so anche quanto è bello ricevere dei sì e quindi delle donazioni!

Se le cose sono ben raccontate e ben contestualizzate, se il bisogno è dichiarato con trasparenza e concretezza, sono certa che si riesce ad arrivare al cuore dei sostenitori. Sì, si possono fare le raccolte fondi per la cultura!

Un progetto inclusivo

Il progetto era stato pensato per far conoscere di più le statue di Parma, per coinvolgere gli studenti delle scuole superiori e soprattutto per raggiungere persone cieche e sorde attraverso l’alfabeto braille e la LIS.

Sono state coinvolte 15 scuole superiori di Parma, 200 studenti in tutto. Ogni classe ha adottato una statua e i ragazzi l’hanno conosciuta meglio, iniziando così a vedere ben altro oltre la semplice rappresentazione di un personaggio storico o mitologico.

Hanno pensato a cosa doveva raccontare quella statua alle persone che si sarebbero fermate ad osservarla, da questo hanno realizzato lo script e simulato la telefonata, per capire se riuscivano a stare nei 2 minuti, il tempo massimo che può durare.

Penso che questo progetto sia molto interessante. La dottoressa Greci mi ha raccontato che alcuni studenti hanno ammesso di aver cambiato sguardo sulle statue della città, da semplici oggetti di abbellimento della città a oggetti interessanti che fanno riflettere. In due parole: patrimonio culturale.

Un modo per rendere gli studenti delle superiori testimoni attivi, ma soprattutto custodi del patrimonio statuario della città di Parma e anche della sua cultura. Perché Parma non è solo strolghino, prosciutto e altre prelibatezze gastronomiche, ma è tanta, tanta cultura. Giuseppe Verdi ti dice qualcosa? Se vai a Parma, può telefonarti anche lui!

L’esperienza

Come ti dicevo, ho fatto esperienza in prima persona di questo progetto, che mi ha accompagnato nei tre giorni in cui mi sono fermata a Parma.

Oltre ad aver visitato i principali luoghi culturali di questa splendida città, grazie alle statue sono arrivata in posti che probabilmente non avrei mai visitato o davanti a cui sarei passata senza prestare troppa attenzione.

Le nostre città sono piene di statue, penso a Torino, dove vivo io, in cui ogni piazza ha almeno una statua, addirittura le abbiamo anche nelle rotonde dei viali, imponenti e serie. Ci passiamo davanti una, due…migliaia di volte e spesso dimentichiamo che sono lì. Spesso non alziamo lo sguardo dal nostro smartphone e non ci lasciamo abbracciare dalla loro bellezza. Non ricordiamo che sono simboli della nostra Storia o eroi del passato.

Forse ogni tanto c’è bisogno di far scendere questi eroi dal piedistallo, hanno bisogno di tornare umani per raccontare in parole semplici quello che sono stati e perché sono celebrati.

Viviamo in un mondo in cui gli eroi sempre più spesso sono gli influencer, i calciatori e questo rischia di comunicare ai ragazzi una figura distorta dell’eroe o forse troppo moderna e senza la memoria del passato.

Ma come funziona in pratica?

Vi faccio un esempio molto semplice, utilizzando una delle statue che più mi ha colpito: Padre Lino.

E’ stata l’ultima statua che abbiamo visto nel nostro tour, statua che abbiamo quasi inseguito, andandola a cercare proprio là dove il turista non arriva. Come mi ha spiegato la dottoressa Greci, Padre Lino è una statua collocata nella parte più vecchia di Parma e vi assicuro che se non avessi deciso di seguire la mappa di Talkin Teens probabilmente non avrei mai attraversato il fiume per andare dall’altro lato.

Come vedi, ogni statua ha questa colonnina, dove, inquadrando il QR Code, puoi ricevere la telefonata. Puoi anche scegliere di utilizzare la loro app, per me è stata utile per recuperare la mappa per vedere dove sono collocate le statue.

Questo è quello che succede al tuo telefono, se a chiamarti è Giuseppe Verdi.

Ti assicuro che fa un po’ impressione, ma è davvero interessante ascoltare quello che hanno da raccontare le statue parmensi.

Dalle statue alla didattica a scuola

Talking Teens è in continuo movimento. A ottobre 2020 sono stati presentati i fumetti realizzati con Artètipi, un progetto sociale che ti invito a conoscere, e, come ha sottolineato la dottoressa Greci, c’è anche un progetto didattico che gli insegnanti possono utilizzare in aula, legato proprio al concetto di Eroe – Influencer che i ragazzi vivono ogni giorno e a cui accennavo poco prima. Il percorso è leggibile a vari livelli in base all’età dei ragazzi.

Concludendo

Questo post è estremamente lungo, ma sono davvero rimasta colpita da questo progetto che ha reso entusiasmante la mia visita alla città di Parma. Mi piacerebbe molto vedere una cosa simile anche a Torino.

In altre capitali esistono percorsi simili, ma vedere che questo progetto italiano coinvolge le scuole e la didattica, coinvolge la città e poi i turisti, credo sia una cosa bellissima. Vi prego, replicatelo! L’Italia ha bisogno di questo!

Il patrimonio artistico italiano è immenso e ce lo invidiano tutti. Anche questo è un modo per valorizzarlo, restando al passo coi tempi, cercando di farlo conoscere a chi ha sempre il naso appiccicato allo smartphone.

La tecnologia è uno strumento utile per valorizzare la cultura e l’arte. Non deve essere snobbata o, peggio ancora, demonizzata! Va utilizzata in modo intelligente perché diventi strumento di formazione, diventi un moderno Caronte, che traghetta le persone verso la conoscenza.

Si impara anche così, con la leggerezza di uno smartphone, durante una vacanza estiva, tra un panino con il prosciutto crudo e una visita al teatro Farnese.

Appena questo lockdown finisce, andate a Parma e fate una telefonata con le statue. Vi piacerà un sacco!

Ringrazio la dottoressa Paola Greci per la chiacchierata telefonica.
Le foto nel presente post sono state da me realizzate durante la vacanza a Parma.

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