Bill and Melinda Gates

Proprio così! Fresca fresca nel mese di settembre è arrivata su Netflix la serie tv che racconta una delle menti più brillanti del nostro tempo, una persona che ha portato innovazione e senso di futuro nel mondo dell’informatica e non solo.

La serie tv si chiama: “Dentro la mente di Bill Gates” e ho avuto modo di vederla un po’ di mesi fa.

Lui è l’uomo che ha inventato Windows, ma che per noi Fundraiser è l’uomo dietro la Bill and Melinda Gates Foundation.

Personalmente non mi ero mai documentata con attenzione sui progetti della Fondazione dei Gates e quando mi hanno proposto di vedere la serie tv, non immaginavo che uno dei punti più raccontati fosse il suo impegno nei confronti dei paesi in via di sviluppo.

Bill Gates è partito da una tesi, di fatto un bisogno: non si può morire di dissenteria nel ventunesimo secolo.

Il suo obiettivo? Dare fognature nei paesi poveri, fare in modo che l’acqua non sia contaminata dagli escrementi, quella stessa acqua dove si beve, ci si lava, si sciacquano i vestiti.

Bere un bicchiere di acqua in alcuni paesi in via di sviluppo significa farsi un cocktail di virus e batteri concentrati. Lo racconta bene Charity Water nei suoi video.

Oltre a questa, un’altra grande battaglia portata avanti dalla Bill&Melinda Gates Foundation è la lotta contro la Poliomelite, da anni infatti stanno cercando di diffondere il vaccino, in particolare ne seguono la distribuzione non solo nei grandi centri, ma presso tutti quei paesini rurali ed estremamente poveri dell’Africa, dove il vaccino arrivava con grandi difficoltà.

MA COSA SIGNIFICA?

Se a guardare questa serie tv è un fundraiser, quello che colpisce è l’impegno che mette Bill Gates nel portare avanti questa fondazione. Si spende in prima persona, viaggia, incontra gente e li coinvolge nel progetto.

Certo, si è creato una cosa tutta sua perché non trovava altrove una realtà che si occupasse in maniera molto pratica dei problemi del mondo. E dico problemi del mondo perché se vai sul loro sito puoi vedere che spazia davvero in diversi ambiti, ma soprattutto è presente in tutti i continenti.

COME PUO’ ESSERE UTILE PER LA TUA RACCOLTA FONDI

Tempo fa ti parlavo di quanto sia importante da fundraiser lasciarsi contaminare attraverso esperienze diverse, per questo motivo libri, serie tv, storie e quant’altro sono fondamentali per la nostra cultura e per ricevere i giusti stimoli.

Guardando questo documentario, ho pensato a quando si ha a che fare con un grande donatore a cui non basta fare una donazione, ma vuole seguire l’iter, vuole prendere parte al cambiamento.

Non ne capitano molti, ma qualora dovessero capitare, potrebbero essere davvero un segno di cambiamento notevole nel mondo.

Quello che mi ha contagiato è vedere la determinazione e la passione di Bill Gates e di sua moglie nel portare avanti questi progetti. Non c’è problema che non possa avere una soluzione e Bill ne è convinto, tanto che l’acqua sporca delle latrine può trasformarsi in acqua potabile per chi non ha accesso all’acqua pulita.

TUTTO MOLTO INTERESSANTE

So già cosa stai pensando: è Bill Gates. Vero, hai ragione. Eppure anche lui chiede donazioni per portare avanti le sue opere, i suoi sogni. Nel documentario infatti si vede che ha coinvolto nel progetto anche Warren Buffet, che è nella triade degli uomini più ricchi del mondo.

Personalmente trovo fantastico che personaggi del calibro di Bill Gates abbiano un senso di restituzione nei confronti delle persone più sfortunate. Questo non significa “aiutare dei poveretti”, ma essere al loro fianco, accompagnarli e soprattutto renderli autonomi. Questa non è beneficienza, questo è sviluppo, è crescita, è accompagnare all’autonomia. Come ho sentito dire qualche anno fa quando lavoravo alla Casa della carità: “Non forniamo il pesce tutti i giorni, noi insegniamo a pescare”

Questo rende il progetto di Bill e Melinda sostenibile, perché non sarà per sempre un buco nero che mangia soldi, ma vuole essere un kick off, un calcio che dia il via a una vita migliore per molte e molte persone.

Ecco il messaggio che piace ai donatori, ecco il messaggio che ogni giorno noi fundraiser dobbiamo poter raccontare. Per quanto le nostre mission possano essere complesse da realizzare, i progetti delle nostre organizzazioni non possono essere soltanto votati a supplire delle mancanze verso le persone.

Parliamo di progetti educativi, allora lo staff delle nostre organizzazioni che lavora nei progetti deve fare in modo che questi siano educativi, che conducano l’individuo verso l’autonomia. Altrimenti faremmo solo assistenzialismo e l’assistenzialismo a lungo andare non è bello da raccontare. (Okay, alcune cause che non permettono di avere altro se non un’assistenza, ma non è di queste che sto parlando qui!)

RICAPITOLANDO

Quello che mi sono portata a casa guardando questa serie tv non è solo la storia di un grande uomo, ma è anche passione e voglia di essere un segno di cambiamento.

Il prossimo Festival del Fundraising parla di ribellione.

Dobbiamo essere ribelli, un po’ come lo è Bill, che non si ferma di fronte alle cose che non funzionano, che si rintana in settimane di pensiero, in pagine e pagine di libri, che si rinchiude in biblioteca perché una soluzione deve esserci.

Bill si ribella all’impossibile, raduna startup per cercare soluzioni, sprona la gente, chiede aiuto agli amici quando servono fondi.

Ed è Bill Gates. Appunto! In quanto tale potrebbe girare con un suv inquinando le strade dell’America, potrebbe parcheggiare la sua barca nei migliori porti del mondo, starsene tutto il giorno con la pancia al sole.

E invece no, lui è Bill Gates e ha scelto di lavorare di più quando le cose si fanno difficili. Ha scelto di essere un segno di cambiamento tangibile.

E perché allora non dovremmo farci ispirare da Bill?

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