Il primo post del 2016 è stato scritto
per raccontare cose viste durante il mio viaggio a Bologna.
Sarà deformazione professionale che avanza, sarà curiosità, chiamatela come preferite, ma ormai quando giro per le città controllo sempre se ci sono in corso delle iniziative di raccolta fondi.
In occasione del capodanno 2016 ho deciso di fare un viaggetto fino a Bologna per conoscere meglio questa città in cui sono passata in treno moltissime volte quest’anno e in cui non mi sono mai fermata. E ho fatto delle scoperte…
L’esperienza di questi giorni si riassume in 65.098 passi e 3 scoperte di fundraising.
1 – I MATTONI DI SAN PETRONIO
Sappiamo tutti che la bella basilica di San Petronio è facilmente riconoscibile per la sua “doppia facciata”, una parte rivestita di marmo e una parte ancora con il mattone a vista poiché non è mai stata ultimata.
E’ noto che il mattone rosso se soggetto a intemperie e agenti atmosferici tende a rovinarsi e a degradare più facilmente rispetto ad altri materiali, quindi è bene fare manutenzione e restaurare questi materiali di costruzione che sono alla base di molti monumenti italiani.
Oltre a questo la Basilica di San Petronio è un monumento d’arte di eccezionale valore, che deve essere mantenuto in vita. Ecco quindi l’esigenza di fare una raccolta fondi per i vari cantieri, che ha visto tante proposte tra cui l’iniziativa intitolata: “Adotta un mattone”. Il titolo forse si presenta un po’ scontato se prendiamo in considerazioni l’ampio panorama delle campagne di raccolta fondi. Ho sentito gente dire: “Ormai ti consigliano di adottare di tutto..”, forse ha ragione o forse no.
La differenza in san Petronio sta nel fatto che non adotti un mattone “a muzzo”, altrimenti detto random, ma adotti proprio quel mattone e loro te lo dimostrano! Infatti una volta deciso di adottare un mattone, il donatore viene associato a un determinato mattone e viene inviato un certificato di adozione contenete la foto e le “coordinate” del mattone adottato.
Un’idea carina che rende più tangibile e concreta l’adozione stessa, in questo caso di un essere inanimato e, si potrebbe dire, freddo.
Il piano di raccolta però va ben oltre la facciata, è stato pensato infatti in 6 fasi per restaurare tutta la Basilica. Tutte le informazioni sono sul sito Felsinae Thesaurus, progetto nato proprio per fare azioni di raccolta fondi a sostegno dei restauri.
Una cosa davvero carina è la possibilità di visitare il cantiere, per vedere con i propri occhi l’avanzamento dei lavori, come per dire: “Io ti chiedo una donazione, ma ti dimostro anche che i lavori vanno avanti e i tuoi soldi li stiamo utilizzando bene!”. Concetto da non sottovalutare, che deve essere alla base di ogni azione di raccolta fondi. Rendicontare, raccontare e se possibile: coinvolgere il donatore
2 – VERSO SAN LUCA, QUATTRO PASSI SOTTO I PORTICI
Il secondo giorno, il 31 dicembre, abbiamo deciso di iniziare la giornata con una bella camminata verso San Luca. Non eravamo ben consce del percorso e della sua lunghezza: ma si poteva andare a piedi…perché non provarci anche noi?
Non so dirvi il numero di passi, ma sono sicuramente tanti quelli da fare per raggiungere il colle sul quale è presente il monastero e anche in questa occasione ho scoperto dei simpatici panel con un’azione di raccolta fondi.
Lo sapevate che il porticato che parte da Bologna e arriva a San Luca è il più lungo del mondo? Ah no? Nemmeno io! L’ho scoperto proprio strada facendo e questa frase è sicuramente un ottimo modo per presentare un bene architettonico che ha bisogno di manutenzione.
Il porticato è davvero lungo, sono più di 3 km di salite, gradini e gradoni ed stato costruito tra il 1674 e il 1715 grazie a un grande “passamano” di mattoni fatto dalle persone di Bologna. Nel 2014 è partita questa campagna di Fundraising che si chiamava Un passo per San Luca ed è presentata bene sul suo sito internet che vi consiglio di visitare. Ora la raccolta è terminata, sono stati raccolti i 300.000€ necessari per i lavori più urgenti. Ma ovviamente il portico ha sempre bisogno ed è possibile ancora sostenerlo. Cosa impariamo da questa esperienza?
Ci troviamo davanti a un bell’esempio di crowdfunding, in molti (più di 7000) hanno infatti voluto contribuire al restauro, donando quanto possibile per ridare vita a questo patrimonio artistico di valore inestimabile.
Il progetto è stato lanciato da una collaborazione tra il Comune di Bologna e il Comitato per il restauro del portico di San Luca e Ginger (piattaforma di crowdfunding).
E ha anche un trailer, dove viene urlato a squarciagola “Sostieni il portico!”
3 – E DOPO TANTO CAMMINARE…UN SORSO D’ACQUA
Il primo gennaio a pranzo siamo finite in un pizza-fast-food vicinissimo a Piazza Maggiore e ancora una volta sono stata catturata da un’immagine, quella riportata sulla mia bottiglietta dell’acqua.
Nella foto forse si vede pochino, ma viene citata un’associazione: Associazione succede solo a Bologna.
Un’associazione nata proprio per promuovere la città di Bologna in tutte le sue forme: artistiche, culturali e gastronomiche, sostenuta da aziende ed enti culturali del posto.
Un networking davvero unico per raccontare al meglio una città davvero tutta da scoprire e ricca di iniziative di ogni genere.
CONCLUDENDO
Questo capodanno a Bologna è stato davvero bello perché prima di tutto ho scoperto una città che non conoscevo e soprattutto ho visto come il fundraising può davvero cambiare nel mondo della cultura.
Si sa che i beni culturali che abbiamo in Italia sono spesso soggetti a incurie oppure dimenticati, o ancora non ci sono i fondi per restaurarli. Credo sia fondamentale mantenere vivi queste pietre miliari del passato perché in essi è racchiusa la nostra storia e la nostra cultura.
E’ bello quindi che i cittadini, il pubblico e anche i turisti si mobilitino per ridare vita a questi monumenti a questi frammenti della grande storia della nostra Italia. E’ bello perché di dona loro una nuova vita, ma soprattutto credo che donare a progetti culturali significa dare un domani alla nostra Italia, alla nostra cultura, alla nostra storia, alla nostra vita.
E’ bello perché si costruisce qualcosa insieme, in gruppo. Come sono stati i cittadini di Bologna a passarsi i mattoni per costruire il portico, è bello che anni dopo siano ancora i cittadini di Bologna a raccogliere questo testimone e a mantenere bello il loro porticato.
Il fundraising per la cultura è solo agli albori, ma sono certa che ci saranno presto grandi sviluppi in questo campo, perché dobbiamo alimentare il petrolio dell’Italia!
Le foto sono state scattate da me durante questo weekend bolognese.



