Una lezione, una storia

“Avresti mai immaginato di fare una lezione sul mailing?” ero in piazza Carignano con Simone (il mio fidanzato) spiazzati di fronte alla coda di Pescaria. Cercavamo un posto dove cenare, nel mentre mi è arrivato un whatsapp dalla mia compagna di stanza al master che pochi minuti prima era tra i partecipanti alla prima lezione che ho tenuto per raccontare il mailing. Mi ha scritto proprio così: “Avresti mai immaginato…”

No, non avrei mai immaginato.

Quando mi hanno chiesto di fare per Assif – gruppo Piemonte una lezione sul mailing mi sono sentita onorata.

Ricordo come fosse ieri quando ho sentito parlare per la prima volta di Assif e soprattutto quando ero una fanciullina sui banchi del Master che cercavo di capire cosa fosse un mailing e se mai ne avrei fatto uno.

DUE PAROLE SULLA LEZIONE

La mia “lezione” era più un racconto, perché non mi sento arrivata da nessuna parte, ho una micro esperienza, ho imparato tante cose in questi anni e so che ne ho ancora tantissime da imparare.

Ho voluto raccontare ai miei colleghi quello che ho vissuto mentre ero alla scrivania, mentre mi confrontavo con le colleghe, mentre ci chiedevamo se un segnalibro con il 5×1000 avrebbe “segato le gambe” al mailing di Pasqua.

Il punto è molto semplice: se non hai vissuto di persona qualcosa, è ben difficile essere credibile o riuscire a rispondere a quelle domande estremamente pratiche e operative che ti presenteranno gli addetti ai lavori.

Con questo non voglio dire che la teoria non serva, anzi. Ma fino a quando si rimane solo nel mondo della manualistica, della teoria, è ben difficile comprendere a fondo il processo che c’è dietro alle cose.

Insieme a me, a fare una parte più tecnica e quindi di costruzione del mailing, c’era Marco Casali, commerciale di una azienda che stampa i mailing, persona che ogni giorno si ritrova a rispondere a richieste di fundraiser più o meno competenti.

La persona che ha ricevuto anche le mie richieste di stampa dei mailing e che mi ha consigliata spesso su diversi fronti.

Lui ha spiegato come si stampa, qual è la differenza tra offset e digitale, cosa sono le liste, come si ottimizza una produzione di mailing, come si scrive un preventivo…e molto altro ancora.

Cose basilari? No, neanche un po’! Magari se lavori in grandi organizzazioni hai colleghi pronti a spiegarti tutto. Hai uno storico di fornitori. Ma le grandi in Italia sono poche e sono davvero numerosi i fundraiser che lavorano nelle piccole e imparano spesso sulla loro pelle.

Spesso nelle piccole devi costruirti molto da zero e devi anche trovare fornitori che facciano al caso tuo.

SIAMO PICCOLI, MA NON SFIGATI

Con questo non voglio dire che siamo sfigati noi che lavoriamo nelle piccole. Anzi! Cito gli amici di Guido.it.

Siamo piccoli ma non sfigati.

Forse fatichiamo un po’ di più per arrivare agli obiettivi, ma è sempre una gran bella soddisfazione vedere che le nostre organizzazioni riescono ad andare avanti e che le cose vengono fatte al meglio.

Non mi dilungo troppo. Ringrazio Assif per questa opportunità e nello specifico Federica Maltese che mi ha permesso di fare questa lezione.

Ringrazio anche Fondazione Casa della carità A. Abriani che, nonostante non lavori più lì, mi ha permesso di raccontare la mia esperienza.

COSA CI PORTIAMO A CASA?

Aggiungo infine un suggerimento per te, che mi stai leggendo: prova sempre, mettiti in gioco ogni giorno perché il mailing migliora man mano che lo fai. Non fermarti alle prime sconfitte, che ricevo anche io spesso! Rialzati e ricomincia a camminare, un passo per volta.

Ascolta i colleghi, scegliti dei buoni fornitori che sappiano consigliarti e aiutino la tua organizzazione, non il loro portafogli.

Trai il buono da ogni invio, perché comunque vada impari sempre qualcosa!

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