Come NON andare al Festival del Fundraising!

Il Festival del Fundraising è alle porte, è quasi l’ora di tuffarsi in mezzo a sessioni, saluti, abbracci, risate, feste, pranzi, cene, networking, aperitivi, collane di fiori hawaiani, prato, sole, sale…

Aspetta un secondo, ti voglio fare una domanda: perché vai al Festival?

Non voglio causarti un momento di smarrimento, oppure farti togliere la collana hawaiana dalla valigia, perché: “ti senti in colpa”, il fatto è che andare al Festival non significa andare alla Fiera dell’Est dove per due soldi un topolino mio padre comprò.

Certo, la macchina-Festival del Fundraising ai non addetti ai lavori potrebbe sembrare un carrozzone, una specie di Stranger Things dove ci sono degli esseri strani (i fundraiser) che arrivano da un altro mondo e si ritrovano in un Hotel a parlare di cose strane.

O addirittura anche una versione simpatica dell’Inferno dantesco, dove c’è il girone del Direct mailing, quello dei Major Donor, quello del corporate e dentro ci siamo noi fundraiser che turbiniamo vorticosamente.

No, non è tutto questo.

Il Festival del Fundraising è un’insieme di cose da scoprire, imparare, copiare, studiare, osservare. Genera momenti di odi et amo, perché tu, che lavori in una piccola onp, sai che non potrai mai fare quello che fanno le grandi organizzazioni, quindi quando partecipi alle loro sessioni ti ritrovi a commentare col vicino a suon di: “Sì, vabbè, ma loro hanno il budget…”.

Ma di fatto vorresti copiare da loro e allora comunque vuoi esserci, ascoltare e capire come fanno.

Eppure il Festival puoi cucirtelo addosso, come un vestito su misura, se sai applicare la giusta strategia!

cosa non può mancarti in questi tre giorni

Insomma, per vivere al meglio i tre giorni di Festival devi avere un piano strategico, con degli obiettivi ben chiari.

Dai, dimmi che durante l’anno non ti sei chiesto duecento volte come fare determinate cose, o come fanno gli altri a farle. Io me lo chiedo tutti i giorni, ogni tanto mando email sceme o whatsapp ad amici e colleghi, perché voglio sapere!!

Pensa se invece di mandare una mail, puoi chiederglielo di persona! Pensa all’opportunità di incontrare un professionista della raccolta fondi che non ha paura di raccontarsi!

Ecco i miei consigli per portare a casa una redemption del 99,9% dal Festival del Fundraising!

SCEGLI LE SESSIONI GIUSTE

Ci sono ventordici mila sessioni al Festival, per tutti i gusti e i rami del Fundraising. Puoi scegliere quello che vuoi e, se sei “furbo”, puoi anche suddividertele con gli amici, chiedendo uno scambio di appunti! Sì, scambiarseli è lecito, anzi, condividendo quello che impari, cresci ancora di più.

A volte capita di scegliere la sessione sbagliata. A me è successo, perché magari avevi altre aspettative e speravi di imparare qualcosa in più o altro da quel collega. Ma è un problema che puoi tranquillamente risolvere!

Le sessioni sono solo il 50% del Festival, l’altro 50% è networking, fidati!

Quest’anno poi puoi approfondire la riforma del terzo settore, nel senso che puoi trascorrere l’intero Festival in compagnia di Carlo Mazzini. Non stop. E se non impari tutto sulla riforma in questi giorni, non lo imparerai mai!

(Oltretutto colgo l’occasione per fare i miei complimenti a Carlo! Spero si sia organizzato con un’unità di soccorso che gli porti i viveri, perché davvero sarà impegnativo tenere 7 sessioni su questo tema!)

ESCI DALLA TUA COMFORT ZONE

Acquisisci nuovi colleghi! Per farlo non è necessario pedinarli in bagno, regalargli gadget o spedirgli un mailing a casa, puoi semplicemente sfruttare le sessioni, sederti vicino a loro, presentarti e vedere se anche loro sono nel mood giusto per rispondere.

Non devi nemmeno profilarli. 

Il fatto che sono al Festival ti dice che prima di tutto lavorano nel tuo mondo (se non ti era chiaro, lo ribadivo apposta! Battuta. Ridi.). Se poi sono seduti al tuo fianco nella stessa sessione, vuol dire che hanno i tuoi stessi interessi, proprio in quello specifico ramo del fundraising: e allora, conoscili!

non scappare e non nasconderti!

Stai in mezzo agli altri fundraiser! Non scappare! Sfrutta gli aperitivi, i pre-aperitivi, i post-aperitivi, le colazioni lunghe, i pranzi lunghi, le cene lunghe!

Lavora poco! Le email sono da leggere, si sa, ma non approfittare di ogni pausa per chiuderti dietro a un pc. Hic et nunc, qui ed ora. Questa è la carta vincente per vivere al meglio il Festival!

FAI UN PRANZO CON CHI NON CONOSCI

“Ciao, scusa…è libero?”

Dai, è divertentissimo conoscere gente nuova. Tu, come me, fai un lavoro in cui le relazioni sono centrali, non dirmi che hai paura a inserirti in una tavolata di ignoti! Ho conosciuto lati nascosti di molti fundraiser mangiando con loro. La convivialità è importante, coltivala e vivila!

OCCHIO AL BADGE

Lo sai che i fornitori sono intorno a te, oltre che allo stand?

Lo scorso anno ho conosciuto due fornitori che non avevano il banchetto. Già perché i banchetti, o meglio gli stand, sono solo la punta dell’iceberg dei fornitori, gli altri sono ben amalgamati tra il pubblico, che curiosano e ci studiano, osservano quegli esseri che gli mandano quei mailing strampalati e fanno ventordici test per capire cosa funziona e cosa no.

Come fare a scovarli?

  • Primo: cerca di capire chi ha lo stand e chi no.
  • Secondo: leggi i badge e l’elenco fornitori del Festival.
  • Terzo: sfrutta chi li conosce e fatti presentare.
  • Quarto: capisci cosa fanno. Non improvvisare!

FESTA O CENA DI NETWORKING?

Non c’è trucco, non c’è inganno, scegli quello che più ti appartiene. Magari ti senti più a tuo agio vestito elegante, oppure le Hawaii sono il tuo forte e con il gonnellino ti senti a casa. Non ci sono pregiudizi legati alla tua scelta,  ma ricorda che, se vai alla festa, non pensare che inizierai a parlare di Uomini e donne o del Grande Fratello.

Cioè, magari parlerai anche di questo, ma se sai sederti ai tavoli strategici, potrai continuare a chiacchierare di fundraising, in modo informale, ma ben studiato. E soprattutto: potrai continuare a conoscere altri fundraiser, come te! 

…INFINE UNA RICHIESTA AI TOP DI GAMMA!

Questa parte del post è per i Fundraiser top di gamma, i nomi illustri, i nomi noti, quelli che fanno le sessioni, che ci insegnano.

Sappiamo che siete bravi, ma in questi tre giorni vi preghiamo di regalarci tutto quello che potete, senza paura! Perché è bello imparare da chi ne sa più di noi e, dal momento che avete guadagnato una sessione (o più d’una come l’illustre Carlo Mazzini) al Festival, sono certa che di cose da raccontare ne avete e noi siamo tutt’orecchi! 

Siate semplici, trasparenti e concreti. Senza giri di parole, senza paura. E siate rintracciabili e avvicinabili! Molti lo sono, ma non tutti!

la fine

I miei consigli si fermano qui. Porta con te tutta la simpatia che hai, la voglia di fare e la sete di conoscenza. Se riesci a vivere il Festival a pieno, potrai ritenerti davvero soddisfatto dei tre giorni. Redemption assicurata del 99,9%.

E mailing che vince, non si cambia! Ricordalo!

E comunque, OHANA a tutti!

Nota: le immagini del post sono della fantastica serie Netflix: Stranger Things, mentre l’ultima è del film Lilo e Stich.

2 pensieri su “Come NON andare al Festival del Fundraising!

  1. SILVA GIROMINI ha detto:

    Urka! La bellezza comunicativa di questa pagina l’ho trovata fin’ora solo nel blog di Raffaele Gaito.
    Uno stile coinvolgente che farebbe venire voglia anche al più ciabattone ricercatore di finanziamenti di prendere alzarsi e fare un giro per vedere chi sono questi “marziani” fundraiser che vanno al Festival (che una volta tanto non è quello di Sanremo). e poi consigli chiari, ben definiti: insomma se ci vai per la prima volta e hai letto il post di Francesca sicuramente vivrai un’esperienza indimenticabile.
    Brava Fra! Una erre e due Ti che valgono un sacco!

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