Un mare di polemiche

“Taxi per migranti”

Ebbene è cominciata così, con queste parole di Di Maio, la polemica che sta coinvolgendo diverse organizzazioni non governative (ong) che hanno scelto di soccorrere i migranti nel mare.

Da molti giorni seguo attentamente questa polemica che sta ancora una volta mettendo in gionocchio quello che è il mondo del terzo settore.

E SAPETE COSA VI DICO?

Sono stanca di queste polemiche assurde.

Io in quel mondo ci lavoro e, anche se mi occupo di raccolta fondi e quindi faccio un lavoro d’ufficio, vedo ogni giorno i volti delle persone che sono state su quelle barche, conosco le loro storie perché le racconto ai donatori e a volte rabbrividisco quando gli educatori me le raccontano. Loro stessi faticano, perché si va ben oltre le logiche umane.

Ci troviamo di fronte a moltitudini di persone in fuga per salvarsi, che scappano da sofferenze atroci e rischiano le loro vite per arrivare verso l’Europa.

In tutto questo caos, perché di questo si tratta, si muovono le ong, le onlus, insomma quel Terzo Settore tanto comodo quanto scomodo, che vive grazie ai finanziamenti, che vive grazie alle donazioni di chi crede in queste organizzazioni di chi capisce che se non ci fossero loro ci sarebbero molti più problemi. Dai malati di Alzheimer ai migranti, dai disabili agli anziani, dai malati terminali ai paesi in via di sviluppo, fino alle ong che sono attive nei paesi in guerra, che salvano le vite delle persone ogni giorno.

Quello che sta accadendo in questi giorni è una vera e propria caccia alle streghe.

SPARARE SULLA CROCE ROSSA

Di fronte a prove non certe, non ancora concrete, bisognerebbe avere la decenza di aspettare e non sparare a zero, verso chi sta di fatto salvando le vite delle persone! Collocandosi in quel vuoto creato dalla mancanza di uno Stato in grado di dare risposte concrete a questa crisi.

Mi è piaciuto molto l’articolo della professoressa Chiara Saraceno, pubblicato su Eddyburg e che potete leggere qui in versione integrale.

La professoressa fa un’analisi davvero dettagliata di quello che sta accadendo, senza ipocrisia e ponendo le giuste domande.

E il succo del suo discorso è ben rinchiuso in questa frase:

“Che si controlli pure se le Ong che effettuano i salvataggi hanno le carte in regola, se chi si occupa dell’accoglienza lo fa con coscienza e responsabilità o invece lucra sulla pelle dei migranti. Ma ci si dovrebbe anche chiedere perché è stato lasciato loro questo spazio, invece di riempirlo con una efficace iniziativa pubblica europea, come si era promesso quando fu chiusa l’operazione Mare Nostrum.”

E’ proprio così.

L’ho detto sopra e lo ribadisco: il Terzo Settore si sta sostituendo in molti casi allo Stato.

E tu, Stato, dove sei in questi momenti?

E tu, Europa, dove sei?

ANDARE A FONDO

Quello che non si rendono conto i nostri politicanti, perché scusatemi ma questi poco-illustri signori non sono degni di essere chiamati politici, è che il tutto il terzo settore risente delle loro accuse.

Ci sono centinaia di migliaia di organizzazioni che lavorano in estrema trasparenza, con persone che guadagnano in un anno, e qui cito un mio collega, quello che il Salvini di turno guadagna in un mese. Persone che scelgono di fare questo lavoro perché ci credono, perché vogliono migliorare un sistema che sta cadendo a pezzi giorno dopo giorno!

Sparare sul terzo settore significa fare del male a ognuno di noi. Significa affondare molte realtà che stanno facendo davvero del bene!

Non dico che il Terzo Settore sia popolato solo di santi, non è assoltuamente questo il mio discorso, ma penso che faccia molti ma molti meno danni di qualche politicante che è solo capace di urlare, fare riprese con il cellulare e farsi bello davanti agli sgomberi in stazione Centrale a Milano (e ogni riferimento a persone o a luoghi in questo caso non è proprio casuale!).

QUESTO PERIODO STORICO

Stiamo vivendo un periodo storico complesso, in cui è in corso una guerra, la Terza Guerra Mondiale a pezzi, come ha detto Papa Francesco.

Potevamo essere noi al posto di quei migranti, potevo essere io su quei barconi, potevo essere io, i miei famigliari a finire in un campo per profughi in Libia, che di fatto sono delle carceri dove si viene torturati.

Papa Francesco parla anche di questo nel TED 2017 che trovate qui sotto.

Eppure il problema è che molti preferiscono lasciarli in balia delle onde. Preferiscono voltare la faccia dall’altra parte perché fondamentalmente: “Sono cavoli loro, noi non abbiamo il lavoro e questi vengono qui a rubarcelo.”

Il problema è che stiamo diventando ciechi di fronte a un’ecatombe, di fronte a uno spettacolo macabro, di morte che si ripete giorno dopo giorno nel nostro mar Mediterraneo.

NUOVI CAMPI DI CONCENTRAMENTO

Abbiamo una giornata della memoria, che ricorda le persone morte nei campi di concentramento durante la seconda Guerra Mondiale. Ora quei luoghi sono musei a cielo aperto, in alcuni casi anche tombe a cielo aperto, ci sono ancora le ceneri delle persone bruciate nei forni crematori.

Nel 2017 esistono nuovi campi di sterminio, uno di questi è il Mediterraneo: la soluzione finale dopo mesi di detenzione nelle carceri libiche, quei luoghi dove le persone non sostano piacevolmente in attesa di partire, ma dove vengono torturati e umiliati. Per non parlare di quelli in Turchia.

il giusto tempo

Non voglio giustificare nessuno, voglio solo mettermi dalla parte del Terzo Settore, di tutte quelle organizzazioni che credono in quello che fanno e lo fanno bene.

E voglio mettermi anche dalla parte dei donatori che scelgono di sostenerle, perché non sono un branco di pazzi!

Sono persone che vogliono sostenere chi si batte per un mondo migliore, che non può essere sul campo e allora sceglie di “dare benzina”, dare quindi la possibilità di portare avanti i progetti a chi fa proprio quel lavoro.

E’ giusto che siano fatte le indagini, che si verifichi se tutto avviene in modo corretto, ma fino a quando non avremo dei nomi certi, che arrivano grazie a prove certe: impariamo a non puntare il dito!

Diamo tempo al tempo e attendiamo che vengano fatti i nomi di chi sta sbagliando se qualcuno davvero sta sbagliando, ma smettiamola di fare la guerra tra poveri.

Smettiamola di tagliare le gambe e i fondi, perché la gente ha già smesso di donare, a organizzazioni che non meritano e iniziamo ad aprire gli occhi di fronte a quei falsi profeti, vestiti da politici che non stanno facendo gli interessi degli italiani, ma stanno solo riempendo la loro pancia.

e poi una storia

Vi lascio con la storia di Baris Yazgi, il 22enne curdo che si era imbarcato alla fine di aprile. Sapete, quell’Europa che per molti è un peso, è vecchia e inutile. Lui la voleva raggiungere, per realizzare il suo sogno: quello di diventare musicista.

E’ salito su una barca per arrivare qui in Europa e studiare musica. Una disciplina pericolosa mi hanno detto.

Beh, lui in Europa non ci è mai arrivato. E aveva solo 22 anni. La sua storia è qui.

Se siete arrivati fino a leggere fino a qui, vi chiedo un minuti di silenzio per lui.

FOTO: People board the Bourbon Argos during a rescue operation in the Mediterranean Sea. Later onboard, several were found to be suffering from burns caused by fuel, 26 October 2016. ANSA/UFFICIO STAMPA MSF ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++

 

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