Un Fundraiser per i Ferragnez e un grazie di cuore!

Per un attimo quest’estate ho creduto che avrei mandato un CV alla Ferragni, poi mi sono detta che volevo stare a vedere cos’avrebbero combinato quei due provinciali, perché magari potevo imparare qualcosa. 

Perché quando ti metti a fare il FUNDRAZZER, qua i Fundraiser, quelli veri, alzano le antenne!

Così è cominciata la mia riflessione sul matrimonio più cool del 2018, dopo aver letto questo articolo.

Ma so di per certo che nello stesso giorno, qualcun altro, Mosca Digitale, pensava la stessa cosa.

Ero un po’ amareggiata per il loro video in cui dicevano che non avrebbero scelto una onlus. E dire che sono molte le persone della loro età che lavorano nelle onlus, perché sperano di cambiare il mondo…

Ho poi archiviato il tutto, vista la scarsità di risposte ricevute dai colleghi e chiedendomi anche se non fossi la solita esagerata.

Ho chiuso i social e me ne sono andata in vacanza.

A VOLTE RITORNANO!

Il 22 agosto, un messaggio su Whatsapp mi ha ricordato quello che avevo scritto 20 giorni prima e mi è stato fatto notare che non ero l’unica a tenere sotto controllo i Ferragnez e la loro raccolta fondi.

Francesco Quistelli, mentre io giravo l’Italia Centrale, ha iniziato a dire cosa ne pensava su Facebook.

La raccolta fondi era andata avanti, zoppicando, e dopo 10 giorni le donazioni arrivavano a soli 3.000€, come ci ricorda Io donna.

Un po’ poco vista la fama dei due sposini e soprattutto vista la rete di conoscenze che ruotano intorno a loro, etichettati come “amici”.

Okay, non si fanno (20 milioni di follower!) i conti in tasca alle persone, ma sicuramente stiamo parlando di un buon bacino di contatti coinvolti nella loro storia e di una buona rete sociale di appartenenza. Elementi sicuramente importanti quando si attiva una raccolta fondi, soprattutto se connessa a quel matrimonio, ma fino al giorno prima la cifra raccolta era poco meno di 25.000€, nemmeno il 50% dell’obiettivo che si erano posti i due fanciulli.

Non dico che ci saremmo aspettati una crescita come quella del numeratore di Telethon, ma qualcosina in più di certo!

THE WEDDING DAY

Il giorno del matrimonio è arrivato, gli invitati hanno instagrammato la qualunque, hanno mangiato, bevuto e poi il giorno dopo chi ha gradito ha donato (scusa l’acidità…).

Eccome se ha donato! E il numeratore è cresciuto un po’, grazie alla donazione che trovi all’inizio dello screen qui sopra.

Hai notato che sono tutte donazioni anonime? Ci sta, lo farei anche io per tutelare la mia privacy, soprattutto se ti dono 10.000€. Non credo siano necessarie delle spiegazioni, no?

Ma insomma, sono solo 73 le persone che hanno contribuito a raccogliere questi 34.000€.

E qualche giorno dopo sono cresciuti proprio di poco…

Screenshot del 4 settembre 2018

huston, abbiamo un problema!

Gli invitati ci sono, ci sono pure gli invitati ricchi, loro sono due volti noti: ma che cosa non ha funzionato in questa kermesse fatta di vip, strascichi, diamanti, champagne, Bebe Vio e ruote panoramiche?

Carissimi Chiara e Federico, mancano alcune cose fondamentali nella vostra raccolta fondi, alcuni li cito dal post di Quistelli qui sopra, e poi aggiungo anche l’intervista a Valerio Melandri uscita su Vita, altre le aggiungo, perché sono frutto di varie riflessioni.

  • manca la causa. Ebbene sì, raccogliere per “aiutare uno di voi che ci consigliate voi” non è proprio una causa vincente. La causa manca e venendo a mancare ciò che ti rende necessaria la raccolta fondi è un po’ come quando vuoi fare una torta con la Nutella, non ce l’hai a casa e alla fine la servi chiamandola “Torta alla Nutella”. No bene! (Forse l’esempio non rende…ma insomma falla tu una torta alla Nutella senza Nutella!)
  • voi non ci siete. Uno dei principi base della raccolta fondi dice: io ci credo quindi partecipo. Beh, voi per primi non avete versato un centesimo per questa raccolta fondi e siete ricchi , perché dovrebbe donare la gente comune?
  • a follower is not a donor. Ebbene sì, il follower non è un donatore, è uno che si fa i cavoli vostri, che immagina quanto sia bella la vostra vita, mentre sta sul wc la mattina prima di andare al lavoro, o mentre fa lo slalom gigante tra i carrelli al supermercato. Perché siamo tutti certi che voi i wc non li usate, perché siete troppo troppo eterei e la spesa non sapete nemmeno cosa sia.
  • 20 milioni di follower non sono un database. Sono un mix di contatti non profilato e, come dicevo qui sopra, non sono stakeholder verso la vostra “causa-fantasma”.
  • ma le emozioni? Nella raccolta fondi sono fondamentali le emozioni. Lasciatevelo dire: anche la grafica del vostro invito era emozionante quanto sedersi su un cactus.
  • lo storytelling. Inesistente. Fantasma, come la causa. Avete fior fiore di socialmediacosi che hanno fatto i salti mortali in questi giorni, eppure non avete trovato una persona che facesse uno storytelling emozionante. Ma no causa, no emozioni, no storytelling. E’ tutto collegato.

in qualsiasi caso…

In qualsiasi caso ormai è tardi. Possiamo pure dire ai Ferragnez: “Anche se siete bravi a fare il vostro lavoro e (pare) avete i contatti, il mondo della raccolta fondi è ben altro e le raccolte vanno spinte, altrimenti non riuscite a raggiungere l’obiettivo desiderato.” ma intanto l’hanno fatto. 

Quindi come la mettiamo?

Da Chiara forse possiamo imparare a vestirci, possiamo imparare molto sulla comunicazione, ma dalle campagne di crowdfunding impariamo una cosa importante. Mai dare per scontato che tanti contatti significano altrettante donazioni.

Ma non voglio fargliene una colpa, perché volevano fare l’americanata e l’hanno fatta fine del discorso.

Anzi, ti dirò di più. Voglio fare una cosa innovativa:

GRAZIE FERRAGNEZ!!

Ebbene sì, tutti noi fundraiser dovremmo ringraziarli. Perché, grazie alla loro mal riuscita raccolta fondi, hanno dimostrato quanto sia importante, anche nel crowdfunding, conoscere le tecniche di raccolta fondi, sapere come dialogare con i donatori, sapere come muoversi.

Quindi…quando i vostri board vi diranno: “Con tutta la gente che conosciamo, vuoi che non raccogliamo 50 donazioni da 1.000€ e arriviamo in un batter d’occhio a 50.000€?”.

Voi portate loro il caso Ferragnez con i loro risultati, roba che pure chi fa mailing di acquisizione su liste ghiacciate potrebbe portare a casa più risposte e più soldi!

Ragazzi, i Ferragnez ci hanno fatto un favore, a modo loro, ma ce lo hanno fatto, perché è solo grazie a loro che oggi possiamo dire: “La prossima volta assumete un fundraiser!”.

E Chiara e Federico, se doveste per caso risposarvi, sapete dove trovarmi. Ovvio, vi auguro un amore infinito, ma se mai dovesse servirvi un fundraiser oppure un vostro amico vuole sposarsi…insomma Unaerredueti c’è.

Pubblicato in: Blog

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *