Fare fundraising…in oratorio?!

“Se ci pensi don Bosco è stato il primo fundraiser!”

Tempo fa una mia amica mi ha detto questa cosa. E sapete!? Aveva ragione!!

E don Bosco è anche l’uomo che ha inventato l’oratorio (insieme a S. Filippo Neri, altro fundraiser!). Ma una volta era più facile, no? Andavi dalla ricca marchesa, dal ricco signore e chiedevi per gli orfanelli, per i ragazzini di strada.

Oggi si può fare raccolta fondi in oratorio?

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Le storie per il fundraising

Strategie, spedizioni, buste, francobolli, bollettini, gadget, redemption…sono tutte cose che ogni giorno passano avanti e indietro sulle scrivanie dei fundraiser, ma tra tutte queste ricordatevi che c’è un elemento che non deve mai mancare: le storie.

Ebbene sì, la raccolta fondi è fatta di storie, perché le storie ti permettono di entrare in contatto con il donatore principalmente per due motivi:

  1. chiedere una donazione
  2. raccontare cosa è possibile fare grazie alle donazioni

Ma come si fa a raccontare una storia efficace?

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Nuova Vita, buona vita!

Questa volta parliamo di cure di bellezza. Di lifting, collagene, botulino, acido ialuronico…sono impazzita? Unaerredueti sta prendendo un’altra piega?

Tranquilli, nessun cambiamento di argomento o programma. Voglio solo dirvi che c’è qualcosa di nuovo che vi attende in molte librerie e nelle migliori edicole.

Qualcosa di nuovo che ha a che fare con noi del Terzo settore.

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Iscriviti alla newsletter

Da tempo mi sto dedicando a un nuovo sport in rete: mi iscrivo alle newsletter. Esatto ogni volta che trovo un sito, una onp, qualsiasi cosa sia interessante mi iscrivo alla newsletter, regalo la mia mail a destra e a manca con il solo scopo di: spiare cosa fanno gli altri.

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Ebbene, copiare fa rima con farsi ispirare e se non si guarda cosa fanno gli altri e in cosa eccellono o meno, non riusciremo mai a capire come dobbiamo comportarci noi nel creare qualcosa per la nostra onp, in questo caso anche la newsletter.

Forse non è proprio un post di fundraising, è più un post di comunicazione, ma se vogliamo raccogliere i fondi per la nostra onp, dobbiamo trovare un modo per parlare, per raccontarci, per comunicarci attraverso questi canali.

Non sono qui a darvi la ricetta magica e la soluzione di tutti i vostri problemi, ma provo con ordine a dare alcuni consigli sulla base di cose che arrivano nella mia mail e spesso mi fanno sorridere, altre volte mi fanno accaponare la pelle.

Siete pronti?

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Un Master che si chiude

Iniziamo da una foto, questa foto.

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E poi facciamo un salto indietro al dicembre 2014 quando una sera, dopo il lavoro sono andata in posta a spedire il plico per partecipare al Master in Fundraising, ai tempi abitavo a Torino, avevo un contratto a termine e avevo da poco conosciuto il mondo della Raccolta Fondi. Non sapevo se stavo facendo la cosa giusta, non sapevo bene cosa aspettarmi, ma quel mondo mi affascinava e volevo approfondirlo.

Avevo quella paura tipica di chi si trova di fronte a una scelta, si va verso strade mai percorse, sconosciute. E’ tutto normale, ma quando ci si trova lì al bivio: si ha paura.

Ma su un quadernetto mi ero scritta queste cose.

Voglio frequentare il Master in Fundraising:

  • per specializzarmi
  • per conoscere di più questo mondo
  • per formarmi
  • per intraprendere un percorso professionale
  • perché non ero soddisfatta di quello che stavo facendo
  • perché volevo rendermi utile in qualche modo
  • perché un giorno spero di fare raccolta fondi per il mondo dell’istruzione e della cultura (che oggi sono cause poco sentite, ahimè!)
  • perché credo che il fundraising sia il futuro
  • perché un paese senza donatori, è un paese morto!
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Da sinistra Valerio Melandri, Mauro Picciaiola (Antoniano Onlus – Bologna) e Gianluca Sordiglioni (Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson) e infine quella con il diploma sono io.

Quando ho iniziato il Master pensavo di tornare solo sui banchi di scuola, invece mi sono ritrovata sui banchi della vita perché quello che mi ha dato il Master è davvero tanto.

Non ho solo imparato delle strategie per raccogliere fondi e per raccontare al meglio la mia onp, non ho solo capito cos’è una SWOT e come posso applicarla alla raccolta fondi.

Il valore umano di questo Master è ben più alto e voglio riassumerlo con la frase che ho scritto proprio il giorno in cui tornavo da Forlì, mentre ero alla stazione di Bologna, al binario in attesa dell’ennesimo Frecciarossa per Milano.

“Questa mattina chiudere la valigia è stato più difficile del solito. 
Nonostante fosse una valigia più piccola rispetto a quella dei classici weekend del Master, questa volta pesava molto, molto di più.
È una valigia piena di volti, storie, persone, amici, esperienze vissute in questa piccola città. 
Abbiamo imparato molto dal Master, abbiamo imparato ascoltando, ascoltandoci e raccontandoci. 
È stato un anno impegnativo in cui ci siamo messi in gioco e abbiamo raccolto davvero tanto! 
Oggi si riparte da qui, da Forlì. Tra i tanti “in bocca al lupo”, qualche occhio lucido e abbracci che vorremmo non finissero mai. Si riparte verso nuove mete e nuove sfide, con tanta voglia di fare e di crescere sempre di più. 
Quando mi sono iscritta al master, volevo semplicemente ricevere una formazione sul Fundraising. Sono certa di aver ricevuto molto, molto di più! 
Grazie a tutti!”

Alla fine di questo percorso ho tirato le somme. Non sono arrivata in nessun luogo. Ho un diploma, come ben racconta la foto qui sopra, ma sono ancora alle griglie di partenza. Il primo livello è passato, ora ci sono tutti gli altri. Ho davvero tanto da imparare e ogni giorno mi rendo conto di quanto sia bello, affascinante e appassionante il mondo della raccolta fondi.

La gente storce ancora il naso quando si parla di “raccolta fondi”, molti non sanno nemmeno cosa facciamo. Ammetto che mi sto scrivendo tutte le domande che mi fanno le persone, per capire cosa non capiscono, permettetemi il gioco di parole, e per comprendere al meglio come raccontare questo lavoro. Per fargli capire che sì, siamo pagati per raccogliere fondi, perché non abbiamo la bacchetta magica di Harry Potter, né l’indirizzo del Campo dei miracoli di Pinocchio. 

Raccogliere fondi è una faccenda seria ed è seriamente affascinante. 

E ora, guardando chi sta facendo il Master oggi, mi viene un po’ di nostalgia, quindi quello che voglio dire alle nuove leve è: imparate tanto, stringete legami, costruite relazioni, emozionatevi! Vivete ogni minuto trascorso a Forlì al meglio, cogliete al volo ogni occasione e sfruttate al 100% le diverse opportunità che avrete durante questo anno. Cambiate la vostra vita a partire da oggi! Non ve ne pentirete!

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Da sinistra Valerio Melandri, Elisa Canalini (mia compagna di Master e Fundraiser per Amka Onlus) e di nuovo me stessa in modalità Maria de Filippi.

 

Credits: la prima foto è mia, le foto dei diplomi sono di Giovanni Pasini, il fotografo che ci ha accompagnato durante tutto il Master, immortalando ricordi indimenticabili. 

Vivi Bologna, vedi il fundraising!

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Il primo post del 2016 è stato scritto
per raccontare cose viste durante il mio viaggio a Bologna.

Sarà deformazione professionale che avanza, sarà curiosità, chiamatela come preferite, ma ormai quando giro per le città controllo sempre se ci sono in corso delle iniziative di raccolta fondi.

In occasione del capodanno 2016 ho deciso di fare un viaggetto fino a Bologna per conoscere meglio questa città in cui sono passata in treno moltissime volte quest’anno e in cui non mi sono mai fermata. E ho fatto delle scoperte…

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