Iscriviti alla newsletter

Da tempo mi sto dedicando a un nuovo sport in rete: mi iscrivo alle newsletter. Esatto ogni volta che trovo un sito, una onp, qualsiasi cosa sia interessante mi iscrivo alla newsletter, regalo la mia mail a destra e a manca con il solo scopo di: spiare cosa fanno gli altri.

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Ebbene, copiare fa rima con farsi ispirare e se non si guarda cosa fanno gli altri e in cosa eccellono o meno, non riusciremo mai a capire come dobbiamo comportarci noi nel creare qualcosa per la nostra onp, in questo caso anche la newsletter.

Forse non è proprio un post di fundraising, è più un post di comunicazione, ma se vogliamo raccogliere i fondi per la nostra onp, dobbiamo trovare un modo per parlare, per raccontarci, per comunicarci attraverso questi canali.

Non sono qui a darvi la ricetta magica e la soluzione di tutti i vostri problemi, ma provo con ordine a dare alcuni consigli sulla base di cose che arrivano nella mia mail e spesso mi fanno sorridere, altre volte mi fanno accaponare la pelle.

Siete pronti?

Qui si parla delle cose che mi fanno accaponare la pelle!

  1. La newsletter mandata con la mia mail

Ebbene sì, nel 2016 c’è ancora chi si ostina a mandare la newsletter con la propria mail, esclamando trionfante: “Tanto la newsletter è una mail…quindi che problema c’è?”. Problema? Oserei dire problemi!

Non voglio usare termini ingegneristici o cose simili, voglio essere chiara e quindi vado di esempio pratico.

Immaginate che ogni dominio Gmail, Google, Virgilio, Yahoo… siano tanti condomini, dove abitano le persone che ricevono la vostra newsletter. Ognuna di queste persone si trova in buca una busta bianca, senza francobollo, con una lettera che non è stata firmata da nessuno. Una volta la riceve, la seconda anche, alla terza inizia a scocciarsi e avvisa il portiere di non accettare più le lettere bianche, così quando arrivano le letterine bianche il portiere li prende e li butta tutte nel cestino.

Questa è la fine che fa la vostra mail che arriva al destinatario, ma finisce nel cestino. Rischia di diventare una cosa di poco conto e magari voi avevate investito tempo e soldi per realizzare un ottimo prodotto.

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Come si risolve?

Semplice, basta un account su siti come Mailchimp, per citarne uno, che vi permette di mandare migliaia di newsletter colorate, carine, personalizzate e soprattutto che possono essere consegnate ai vostri destinatari senza problemi e senza filtri da parte del portinaio.

Fino a 2000 contatti l’account è free, quindi perché rischiare che il vostro lavoro venga cestinato?

Con Mailchimp e simili potete anche scoprire se la vostra newsletter è stata aperta e letta. Meglio di così!

2. La newsletter con tutti gli indirizzi in CC

Questa è imbarazzante, ma mi è capitata e ho anche risposto spiegando cortesemente che per motivi di privacy non è corretto avere gli indirizzi in chiaro.

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Secondo voi mi hanno risposto? No, hanno continuato a mandarla così.

Ebbene, tu che mandi queste email con gli indirizzi in CC: pentiti! Sì, perché qualcuno dei destinatari potrebbe scocciarsi e magari anche denunciarti per aver violato la sua privacy. E’ vero che si tratta di indirizzi email, ma state comunque comunicando un contatto di un’altra persona a gente che potrebbe utilizzarla anche per altri fini.

Per esempio c’è chi si copia e incolla tutti questi indirizzi e li usa per le sue comunicazioni, una scorrettezza dietro l’altra, ma davvero basta mettere tutti in CCN e zero problemi. Provate per credere!

A parte che se applicate il punto 1 che ho scritto sopra, questo problema non vi tocca minimamente!

3. La newsletter con contatti sgraffignati a destra e a manca

Proseguiamo subito con un’analisi degli indirizzari delle vostre newsletter.

Dove avete preso gli indirizzi?

Siete certi che sono indirizzi pubblici o avete l’autorizzazione per utilizzarli?

Se non sono pubblici, se non avete l’autorizzazione, no bene! State violando la privacy di una persona, altrimenti detto: a lei non interessava ricevere quello che le state mandando, quindi fate fare anche una grande figura de merde alla vostra onp o a chicchessia per cui fate la newsletter. Bello? Proprio no!

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Evitate come la peste di sgraffignare, scopiazzare indirizzi a destra e a manca. Quelli non sono contatti interessati a quello che fate, è gente che andate a disturbare, oserei quasi a importunare. Magari gli inviate cose che non sono nemmeno in linea con i loro principi etici e politici.

Soprattutto, questa domanda va ai fundraiser, che senso ha inviare una mail di raccolta fondi a una lista di indirizzi raccattati di qui e di là? Non è solo una lista fredda, è una schifezza! Non ha un minimo di logica, di profilazione. Se state per fare una cosa del genere, sospendete e andate a mangiarvi un gelato. Vi costa meno e vi renderà più felici. Sarà ben difficile, se non impossibile raccogliere qualcosa in questo modo.

Sicuramente raccoglierete tanti begli insulti, ma dubito che possano essere cambiati con del denaro. O no?

4. La newsletter senza tempistiche

Tra le disgrazie delle newsletter ci sono le tempistiche. Apprezzo molto i siti che ti dicono: “Non riceverai più di una comunicazione al mese!” almeno so che non inizieranno a invadermi la casella di posta come se fosse la versione digital dell’invio delle lettere di Harry Potter.

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In altri casi non ci sono delle tempistiche dichiarate e va bene, potrebbe starci, ma tu devi avere un piano editoriale alle spalle e sapere quante mandarne.

Quindi non devi mandarne una ogni morte di papa rischiando di farti completamente dimenticare dai tuoi donatori/lettori/utenti/quello che sono.

Devi essere costante. Non riesci a mandare una al mese? Fanne una ogni due! Ma poi mantieni il ritmo.

Non uscire dagli schemi creando invii singhiozzanti o peggio ancora diventando uno stalker. La gente si può stancare e basta davvero un click per salutarvi e con due parole può demolirvi: “Sono dei rompip****. Mi sono cancellato.”

5. La newsletter acchiappa polli

Terminiamo con l’ultimo punto. Non giocate a quei giochi dementi della serie: io Tarzan, tu Cita. Io homo sapiens sapiens, tu (lettore) scimmia.

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I nostri donatori/utenti/lettori/quello che sono non sono cretini. Non sono scimmie, ma sono persone come noi che capiscono se li state prendendo per il naso o se gli mandate delle newsletter che di news non hanno nulla. Oppure se servite sempre le stesse minestre o peggio ancora se sono specchietti per le allodole.

Scusate se ho scomodato mezzo regno animale, ma utilizziamo sempre un minimo di raziocinio quando scriviamo, raccontiamo, chiediamo una donazione, chi c’è dall’altra parte non è scemo. Certo, potremmo averne qualche donatore/utente/lettore/quello che è distratto, ma potremmo anche non averlo, potremmo averne di pignoli. Avete la certezza di sapere chi sta dall’altra parte?

Lo so che avete risposto no.

Quindi dopo aver aperto un account su MailChimp, dopo aver ridotto a zero le vostre tentazioni di mettere indirizzi in CC regalandoli a destra e a manca, dopo aver annullato i vostri cattivi propositi di rubare gli indirizzi in CC che qualche distratto aveva messo lì al posto del CCN, dopo che vi siete fatti un bel piano editoriale, condite il tutto con del sano rispetto per il vostro donatore/utente/lettore/quello che è e scrivete la vostra newsletter rendendola la migliore di tutte!

Come la rendo migliore di tutte?

Passate a trovarmi tra un po’ e magari ve lo dico! Alla prossima!

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P.S. MailChimp non mi ha pagata per questo post, semplicemente mi sta simpatica perché ha una scimmietta nel loro e ci stava bene nel regno animale che ho messo in campo per questo post. No?

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