Il Giorno del Dono – 4 ottobre

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“Save the date!”

Il 4 ottobre è il mio onomastico e l’onomastico di tutti quelli che portano il nome Francesco/Francesca e tutte le possibili varianti.

Il 4 ottobre ricorre la festa del Patrono d’Italia, San Francesco d’Assisi, appunto.

Il 4 ottobre, da ieri, 9 luglio 2015, ricorre però un’altra festa: Il Giorno del Dono.

Il Senato ha infatti approvato la legge istituendo così una giornata dedicata a sensibilizzare le persone su una tematica che sta tanto a cuore a noi fundraiser (dico noi anche se ancora non sono completamente parte della categoria, ma con il cuore ci sono) e a quanti lavorano e prestano volontariato nel mondo delle onp. 

Ecco gli articoli:

Art. 1.

La Repubblica italiana riconosce il 4 ottobre di ogni anno «Giorno del dono», al fine di offrire ai cittadini l’opportunità di acquisire una maggiore consapevolezza del contributo che le scelte e le attività donative possono recare alla crescita della società italiana, ravvisando in esse una forma di impegno e di partecipazione nella quale i valori primari della libertà e della solidarietà affermati dalla Costituzione trovano un’espressione altamente degna di essere riconosciuta e promossa.

Art. 2.

In occasione del «Giorno del dono» di cui all’articolo 1, possono essere organizzati, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, cerimonie, iniziative, incontri, momenti comuni di riflessione, presentazioni, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, affinché l’idea e la pratica del dono siano oggetto di attenzione in tutte le forme che possono assumere e affinché la loro importanza riceva il conforto di approfondimenti culturali e di testimonianze riguardanti le esperienze di impegno libero e gratuito che di fatto si realizzano nella società italiana.

Le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti di cui alla presente legge con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

E’ importante tutto questo?

È fondamentale! In un paese dove tutto sta gradualmente crollando, dove lo Stato non riesce più ad aiutare i suoi cittadini, è importante sensibilizzare questi ultimi iniziando a costruire un discorso di filantropia e quindi amore verso il proprio paese.

Personalmente mi sono iscritta nella categoria di “quelli che sono stanchi di sentire che in Italia non va bene niente”, credo che il cambiamento che tanto chiediamo allo Stato, tarderà ad arrivare. Dobbiamo essere noi in prima persona a cercare quel quid che ci permetterà di salvare il nostro paese, in primis dobbiamo imparare a volergli bene, perché solo da questo possiamo costruire un futuro migliore.

L’istituzione del Giorno del Dono è un sostegno a favore di tutto questo, la possibilità di sensibilizzare e formare le nuove generazioni, di far capire loro che l’investimento sul sociale non è mai denaro gettato. Accanto a questo discorso però mi permetto di affiancarne altri che devono andare di pari passo:

  • Le organizzazioni non profit devono impegnarsi ad essere il più possibile trasparenti, cercando di comunicare con efficacia e offrendo dei riscontri dettagliati ai loro donatori e ai prospect. Se il donatore sceglie noi come associazione, dobbiamo sì ringraziarlo, ma dobbiamo anche rispettarlo offrendogli sempre un dettaglio di come vengono spesi i suoi soldi.
  • Lo Stato, eterno coprotagonista, dovrà camminare a fianco di tutto questo, cercando di ricostruire l’integrità morale della politica e dei politici, perché è anche attraverso di lui e di loro che passa un’immagine differente del nostro paese.

Il Giorno del dono non è solo dedicato al mondo delle donazioni, ha ricordato nel suo discorso il Presidente dell’Istituto Italiano della Donazione, Edoardo Patriarca, la giornata è destinata proprio a un discorso più ampio che vede al centro il discorso del dono come “bene comune”, il volontariato come aiuto reciproco e sostegno. È un giorno per riflettere e per fermarsi a pensare a tutto quel bene che viene donato quotidianamente in Italia, perché non siamo solo un paese di politici corrotti o di mafia e camorra, come qualcuno ama dipingerci, ma siamo prima di tutto un paese che si dona.

Il problema è che fa più rumore un politico che non fa il suo dovere piuttosto che centinaia di migliaia di volontari che ogni giorno, in silenzio aiutano realmente, concretamente e gratuitamente le persone bisognose. Allora diamo voce a loro, a quelli che si sporcano le mani per fare cose buone, donandosi agli altri.

E ora cari fundraiser, volontari, operatori sociali, presidenti…organizzate al meglio il vostro Giorno del Dono! 

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