Ho la soluzione: la raccolta fondi su Facebook!

Dimmi che non hai mai detto questa frase.

Lo so, ti è venuta la tentazione. Sì, pure io l’ho attivata per la Onlus presso cui lavoro, ma no, non ho mai detto quella frase. E magari poi ti spiego anche il perché.

Qui però voglio dirti che ho voluto provare la raccolta fondi su Facebook, perché volevo capire come funzionava sia dal lato del donatore, che di quello del personal Fundraiser.

Tutto è cominciato con il mio compleanno.

Volevo fare qualcosa di diverso e ho deciso quindi di attivare una raccolta fondi su Facebook e di trasformarmi da Fundraiser a personal Fundraiser! 

LA SCELTA DELL’ORGANIZZAZIONE NON PROFIT

Le organizzazioni non profit che permettono di fare una raccolta fondi su Facebook sono numerosissime. Alcune più note, altre meno.

Il punto è che le raccolte fondi funzionano bene  se sono legate a motivazioni valide, in particolare emergenze. Questo è risaputo, ma ti voglio portare anche un esempio, nello specifico faccio riferimento alla raccolta organizzata per ricostruire il gattile di Rho bruciato a fine settembre di questo anno, che ha visto una grande partecipazione. Hanno anche superato l’obiettivo di raccolta!

and the winner is: charity water!

Tra tutte le Onlus che mi stavano simpatiche, non essendo ancora attiva la raccolta fondi per la Onlus presso cui lavoro, ho scelto di orientarmi verso Charity Water, una non profit statunitense.

Il primo problema che mi sono posta è: ma chi conosce Charity Water? Ho pensato che potevo spiegarlo nella parte di descrizione della raccolta fondi, anche se…non era abbastanza, come ti dirò più avanti.

Il 3 luglio sarà il mio compleanno e per questo motivo ho scelto di organizzare qui su Facebook una raccolta fondi per Charity Water, una non profit d’oltreoceano che si occupa di portare acqua pulita nei paesi in via di sviluppo.

Chi mi conosce sa che sono astemia e che da 30 anni (quasi 31) ho sempre brindato con l’acqua e sono ancora viva per raccontarlo.

Per questo mio compleanno vorrei che molti altri bambini nel mondo potessero arrivare a 31 anni dicendo di aver brindato ogni giorno con dell’acqua fresca e pura, presa a pochi metri dal loro villaggio.

Mi date una mano? Sosteniamo Charity Water e portiamo acqua a chi non ce l’ha. Non potete mancare a questo brindisi a base di acqua pura! Questa volta è per una giusta causa!

La prima cosa che ho fatto dopo aver attivato la raccolta fondi, è stata fare una donazione.

Fare il primo passo è fondamentale per dimostrare ai miei amici che io per prima credo nella causa. Il Fundraiser è prima di tutto un donatore, perché non deve esserlo anche il personal Fundraiser? 

E soprattutto, volevo capire cosa avrebbero visto dall’altra parte i miei amici e più in generale i donatori.

LA DONAZIONE SU FACEBOOK

Quando scegli di fare una donazione, Facebook ti apre l’interfaccia che vedi qui sopra. Gli importi suggeriti sono stati definiti in precedenza dall’organizzazione. (Dettaglio tecnico, ma quando la Onlus attiva la raccolta fondi tramite il canale di Facebook, vi viene chiesto di settare gli importi.)

Non è possibile donare meno di 5€ e nel caso di Charity Water è preselezionato (come vedi dalla foto qui sotto) l’importo da 50€, questo non è stato gradito da alcuni miei amici, che me lo hanno segnalato in privato, dicendomi che era fonte di una donazione più alta del previsto.

Come noterai, è possibile pagare con PayPal e puoi anche registrare la tua carta. Personalmente l’avevo registrata perché la prima volta che ho donato per una raccolta fondi di Facebook, ho riscontrato un errore nella connessione con PayPal da mobile.

dettagli e inviti

Nella pagina della tua raccolta fondi, nello specifico nelle colonne alla tua destra, le persone potranno trovare tutte le informazioni. Tra queste, Facebook dice che il 100% della donazione va alla non profit.

E spiega anche quando e come questa riceve i soldi.

Su questo farei un appunto. La donazione viene subito prelevata dalla carta (o conto PayPal) del donatore, ma l’organizzazione non la riceve fino a quando non raggiunge i 100$ di donazione. Questo significa che le donazioni spesso possono restare sospese per mesi in un limbo e non arrivare all’organizzazione.

Tra le note a lato, si precisa inoltre la possibilità di fare una donazione privata e di invitare gli amici per promuovere la raccolta fondi.

i VIDEO

Siccome la presentazione testuale di Charity Water non bastava, e siccome avevo la sensazione che sta raccolta fondi su Facebook sarebbe potuta cadere nell’oblio, ho voluto fare qualcosa di più: due video. Il mio obiettivo erano 500€ in un mese e mezzo. Un’impresa non semplice considerando lo strumento, la Charity poco conosciuta e soprattutto l’effetto che poteva avere sui miei amici di Facebook.

Ho fatto così un video di supporto, la raccolta andava già alla grande, ma volevo raggiungere l’obiettivo che mi ero data e quindi era necessario “battere il ferro finché era caldo”.

Strategia che ha funzionato, o per lo meno ha fatto chiacchierare off line i miei amici. Nello specifico chi mi ha vista nelle ore successive mi ha chiesto lumi su quello che stavo combinando. La risposta è sempre: sperimento.

Inoltre, da Fundraiser, ho voluto ringraziare personalmente tutte le persone che hanno fatto una donazione per la mia piccola iniziativa.

Con un secondo video.

Ma quando è meglio fare una raccolta fondi?

In occasione del compleanno, Facebook ti consiglia di fare una raccolta fondi. Tu puoi seguire il consiglio cliccando sull’apposito banner oppure no e farla con lo strumento delle raccolte fondi che è attivo tutto l’anno.  Se la si fa in occasione del compleanno, Facebook ricorda agli amici che puoi fargli un regalo diverso, come succede qui sotto nella raccolta fondi di Simone.

COSA HO IMPARATO DA QUESTA ESPERIENZA?

Dopo aver sperimentato in prima persona e aver raccolto feedback dagli amici, ecco quindi quello che mi sono portata a casa:

  1. La raccolta su Facebook va spinta. È bene che sia chiaro. Non è detto che funzioni per osmosi e per viralità. Il tuo personal fundraiser deve aver ben chiaro che non basta attivarla, ma dovrà chiedere agli amici un aiuto.
  2. I soldi alla Onlus non arrivano subito, ma arrivano ogni 15 giorni, se il totale raccolto supera i 100$. Questo è da tenere in considerazione.
  3. Attivare una raccolta fondi attraverso lo strumento della raccolta fondi in occasione del compleanno, aiuta ad avere maggiore visibilità. Ma questo non assicura ottimi risultati.
  4. Le raccolte fondi su Facebook funzionano molto bene se ci sono emergenze o progetti davvero mozzafiato, che generano emozioni.
  5. Forse sono stata eccessiva, ma il video aiuta molto perché il personal Fundraiser ci mette la faccia! E dici poco…!
  6. Le raccolte fondi su Facebook non portano miliardi, vanno quindi utilizzate con intelligenza. Se il vostro board vi chiede di farne lo strumento principale, dissuadetelo senza pietà.
  7. È importante che l’organizzazione dia un po’ di supporto. Ad esempio è possibile condividere la raccolta sulla propria pagina Facebook, per mettere al corrente dell’iniziativa i follower e per invitarli a fare la stessa cosa in occasione del compleanno.

E sull’ultimo punto mi permetto un approfondimento.

FUNDRAISER NON SCAPPARE, TU SERVI QUI!

Dal lato delle Onlus, succede una cosa interessante: i donatori, inserendo i dettagli della Carta di credito, comunicano anche l’indirizzo postale. Potrebbe essere un ottimo modo per cominciare a coltivare la relazione con questi donatori intercettati tramite questa diversa tipologia di raccolta fondi. (Ricordatevi sempre di mandare loro la vostra Privacy Policy come il GDPR comanda! E raccogliete il consenso!!)

Certo, la figura del personal Fundraiser si sta diffondendo rapidamente, ma noi Fundraiser siamo chiamati in causa per coltivare la relazione con questi nuovi donatori digitali.

Quello che siamo chiamati a fare noi Fundraiser è coltivare la relazione cominciando con un banale ringraziamento, che in questo caso può essere fatto on line.

sì, ma quindi: è da fare o no sta raccolta su facebook?

Insomma, la raccolta fondi su Facebook non è la soluzione a tutti i mali, ma a costo zero può essere uno strumento per raccogliere qualche soldino e acquisire nuovi donatori da coltivare e far crescere, un target potenzialmente diverso rispetto a quelli dei mailing ad esempio!

Lasciare vuoto questo canale non conviene, occuparlo costa davvero poco. Pensaci!

In qualsiasi caso, come tutte le cose, per capire o meno se ci sono utili, bisogna avere ben chiaro il nostro obiettivo.

Personalmente mi sono divertita molto a fare questa raccolta e il fatto che io sia una Fundraiser ha sicuramente giocato a mio vantaggio. Pochi giorni dopo l’abbiamo attivata anche per la Onlus presso cui lavoro e questo mi ha permesso di vedere anche l’altro lato della medaglia, magari in futuro vi darò lumi! 

Hai altro da aggiungere? Fammi sapere la tua opinione! Grazie!!

Disclaimer: un sentito grazie a: Simone, Fabiola, Mattia e Emanuele che hanno contribuito con la loro esperienza di donatori, Fundraiser o personal Fundraiser a chiarirmi alcuni aspetti. 

2 pensieri su “Ho la soluzione: la raccolta fondi su Facebook!

  1. Antonella Mele ha detto:

    Il mio ,piu’ che un commento e’ un consulto….Ho appena fato una donazione per una raccolta fondi per cani…Adesso, mi ha contattato la ragazza che ha avviato l’iniziativa e mi ha detto che ( non avendo lei stessa inserito i suoi dati per il pagamento) devo annullare la donazione..ma non so come fare….Sapresti aiutarmi?grazie mille.

    • Francesca ha detto:

      Buonasera, per questa casistica le consiglio di sentire il servizio clienti di Facebook. Non ho evidenze in merito.
      Se la donazione è stata fatta a una organizzazione, l’organizzazione per attivare la raccolta su Facebook deve aver comunicato precedentemente il suo IBAN per ricevere le donazioni.
      Un saluto,

      Francesca

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