Effetti di un Festival

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Fino a qualche settimana fa gli unici festival a cui ero stata erano quelli cinematografici, non mi era mai capitato di partecipare a kermesse diverse. Sono stata al Salone del libro, altra realtà, a delle fiere più o meno commerciali, ma mai prima ero stata al Festival del Fundraising.

E che cos’è questo festival?

Posto che tutti sanno cos’è il Fundraising (e se non lo sapete googlatelo perché voglio lasciare a voi la gioia di scoprire questo mondo) il Festival del Fundraising è il momento in cui i fundraiser di tutta Italia possono incontrarsi e scambiarsi idee e opinioni sul loro lavoro. Possono formarsi e formare, possono dire la loro e fare networking.

Tre giorni di full immersion, di emozioni che ti lasciano una carica senza precedenti. Credetemi, sono uscita dal festival e mi sentivo la maglietta di Superman sotto la camicia, insomma, mi è venuta voglia di cambiare il mondo perché il terzo settore, dove opera il fundraising, fa proprio questo, migliora la vita di molte e molte e molte persone, grazie al contributo degli individui che decidono di sostenere buone cause, di partecipare di migliorare il welfare comune. 

L’ho fatta breve, ma il fundraiser dedica le sue giornate a questo e lo fa con passione, con motivazione.

Ho conosciuto moltissime realtà, italiane e americane, progetti meravigliose e persone davvero stupende. Per esempio: Central Park. Sapete che Central Park viene tenuto pulito da una serie di volontari, ebbene sì, volontari!

E poi ho sentito un professore raccontare di quando ha scoperto che un’amica della figlia, una ragazza africana che aveva trascorso da loro il Natale per risparmiare i costi sul biglietto aereo e non rientrare in Africa, era una beneficiaria delle borse di studio che con difficoltà è riuscito a far istituire dalla fondazione presso la quale faceva consulenza. 

La plenaria finale con Charity Water, ONP che stimo davvero molto, fucina incredibile di idee belle sul fundraising, proposte spesso semplici, ma che lasciano…senza parole. Perché il fundraising è qualcosa di semplice, ha a che fare con le persone, usa parole semplici della vita di tutti i giorni

Sono due gli interventi che ho apprezzato maggiormente: il primo sulla connessione tra Fundraising e Neuromarketing, i relatori erano Gianandrea Abbate e Francesco Quistelli, entrambi hanno saputo trasmettere con grande efficacia quale sia l’importanza del neuromarketing nel mondo del Fundraising, per appassionare il donatore, farlo sentire in linea con la causa, sensibilizzarlo, cercando di trasmettergli perché la sua donazione è importante e farà davvero la differenza.

A fianco a questo intervento ho apprezzato anche l’intervento di Danila Giaffreda, legato alla scuola presso la quale studiano i figli. Il fundraising per la scuola mi interessa davvero molto. La scuola è il punto da cui dobbiamo ripartire per rilanciare la nostra cultura, la nostra identità italiana.

E’ grazie all’istruzione, alle menti delle persone che uno stato può ripartire, ma come fare quando mancano i fondi? Credo che ognuno di noi sia chiamato a prendersi cura della scuola, di questa istituzione ahimè bistrattata e spesso denigrata. Il governo sta cercando di migliorarla, ma il lavoro è ancora lungo ed estremamente in salita.

Credo che prima o poi si svilupperà un vero e proprio fundraising per la scuola, non solo per quella privata (come il caso di Amici del Pellicano), ma anche per quella pubblica, qualcosa esiste già, ma credo che in futuro si avrà sempre più bisogno!

Insomma sono innumerevoli le idee che mi sono venute durante queste splendide giornate trascorse al festival. I relatori, gli altri fundraiser incontrati non hanno fatto altro che invogliarmi a continuare su questa strada, che ho appena intrapreso, ma che ogni giorno mi regala nuove emozioni.

E quindi…avanti con il fundraising! E grazie a tutte le persone che ho conosciuto! 

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